Più che un Consorzio di Bonifica sembra una azienda privata multiservizi, con la sola non trascurabile eccezione che i capitali di investimento non sono messi a disposizione dai novelli “capitani coraggiosi” che lo guidano, ma dagli ignari cittadini che pagano la tassa consortile, pensando di assicurarsi così la necessaria sicurezza idraulica del territorio. Scorrendo infatti le attività messe in atto dall’Ente troviamo la realizzazione di percorsi trekking-vita attrezzati, il finanziamento di mostre e la partecipazione a concerti di musica lirica, in ultimo la progettazione di un impianto industriale per la produzione di energia elettrica. Tutte opere che di per sé potrebbero essere valutate anche utili per la cittadinanza, alcune addirittura ricevere un plauso per il valore sociale ed ambientale che rivestono, ma non capiamo in che modo possano rientrare all’interno della finalità principe del Consorzio, ossia garantire la sicurezza idraulica. Altri enti pubblici o privati, i comuni e la provincia oppure le fondazioni e le associazioni, potrebbero mettere in atto tali realizzazioni, legittimamente adempiendo ai propri scopi ed attingendo alle risorse economiche che per tali obiettivi sono state destinate. Nel caso del Consorzio invece vengono impegnati gli uffici, le strutture e soprattutto i soldi dell’ente, che naturalmente provengono dalle tasche dei cittadini, per dare spazio alla creatività della dirigenza consortile, invece che per mettere il nostro territorio al riparo da eventi calamitosi legati ai nostri corsi d’acqua. E’ infatti evidente che le somme impegnate per tali opere “alternative”, ma anche il tempo messo a disposizione dai tecnici del Consorzio per progettarli, sono proprio tolti alla manutenzione del sistema idrico. O forse i vertici del Consorzio vorrebbero farci credere che gli interventi necessari sono già stati tutti coperti con le altre risorse e questi soldi sarebbero eccedenti? Ma anche in questo caso, che ci pare paradossale vista la realtà che tutti i cittadini possono costatare giornalmente, non sarebbe più opportuno allora che tali somme ritornassero nelle tasche dei cittadini ai quali sono stati tolti? In ultimo dobbiamo ancora una volta registrare come non pervenuta l’opera di controllo e vigilanza da parte dell’amministrazione provinciale di centrosinistra, che non soltanto non si attiva in difesa dei cittadini, ma è addirittura connivente con tale gestione, vista la presenza con le sue alte cariche alla inaugurazione del percorso vita e il parere favorevole dato sull’impianto a biomasse. Insomma ci verrebbe voglia dire “Presidente Fratoni, se ci sei batti un colpo”.
La Destra Pistoia e Valdinievole
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