La Valdinievole si trova in provincia di Pistoia situata nella parte sud-ovest di questa, confinando con le province di Lucca e Firenze. E' costituita da 11 comuni: Buggiano, Chiesina Uzzanese, Larciano, Lamporecchio, Massa e Cozzile, Monsummano Terme, Montecatini Terme, Pescia, Pieve a Nievole, Ponte Buggianese e Uzzano.

domenica 27 luglio 2008

Gioventù Italiana movimento giovanile de La Destra , venerdì 8 agosto scenderà in piazza a Roma in una manifestazione nazionale per il Tibet Libero lo annuncia Luca Lorenzi a nome di tutta la dirigenza di Gioventù Italiana , la manifestazione sarà in concomitanza con la Cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Pechino, il ritrovo è fissato per le ore 15 a Largo dei Lombardi, su Via del Corso, nel cuore della Capitale. Saremo tantissimi per protestare contro la Cina comunista e per chiedere che la nostra nazionale partecipi alla manifestazione olimpica non con il tricolore ma con la bandiera del Coni , in segno di protesta contro le violazioni dei diritti umani perpetrati da decenni dalla dittatura cinese. Alla manifestazione parteciperanno anche i big della Destra.

 

“Esistono tragedie e comportamenti a cui chi crede ancora di poter cambiare il mondo non può permettersi di assistere immobile!” è quanto dichiarano Aimone Ferrario Bonanni e Francesco Ciccone, ideatori dell’iniziativa “Stop Cina! Free Tibet, Free Europe”

“Non possiamo esimerci dal sentirci vicini alla sofferenza del popolo tibetano, e dall’affiancarla a quella di chi nel nostro Paese è costretto alla soglia della povertà da uno stipendio da fame o da un licenziamento. Situazioni in vero molto diverse ma originate dalla stessa sprezzante violenza ed ignoranza di quelle regole di rispetto per l’Uomo e per i Popoli
che dovrebbero rappresentare le fondamenta di qualunque Stato. Ed è questa diversità congenita che ci impedisce di accettare questi Giochi Olimpici. Lo Sport può e deve avvicinare ed unire, serve a riscoprire una radice di Valori comuni, laddove questa radice non esiste, una manifestazione sportiva come le Olimpiadi perde il suo senso e rimane solo una vuota scatola pubblicitaria a servizio degli interessi di legittimazione e sdoganamento di un regime criminale”.

“Di fronte ai recenti accadimenti in Tibet, ed alle proposte di boicottaggio che alcuni esponenti della società, del mondo sportivo o politico hanno avanzato, si è levata una serie di voci contrarie, in nome degli ideali Olimpici, della non politicizzazione della manifestazione dei cinque cerchi. Un coro di “the show must go on” che facilmente si impone di fronte al silenzio della stampa sul problema Tibet e alle timide voci dei principali esponenti politici. Ma quale show, quale spettacolo deve continuare? Quello dei massacri della popolazione tibetana che rivendica la propria indipendenza, violentemente usurpata e negata dalla Cina comunista fin dal 1949? Quello della carcerazione di oltre mille oppositori politici protagonisti delle manifestazioni di piazza duramente represse dalla Polizia cinese? Oppure a continuare dev’essere lo show dell’Occidente schiavo della volontà di dominio mondiale della Cina capital-comunista che sta riuscendo a farci calpestare gli ideali su cui si fondano le nostre democrazie?”.

“Non è pensabile che le Federazioni boicottino le Olimpiadi? Allora chiediamo che tutte le Società che sponsorizzano la manifestazione o che grazie ad essa beneficeranno di lucrosi ricavi (pensiamo alle concessionarie pubblicitarie di tv e carta stampata…) devolvano una quota a sostegno del Tibet e della sua lotta non violenta per l’indipendenza. Gesto concreto che varrebbe forse più di mille parole. Combattiamo questa battaglia perché è la nostra battaglia, quella per la libertà dei Popoli e per la difesa dei nostri Valori. Se chi ha nelle mani i fili del potere ha timore di schierarsi pubblicamente contro il colosso cinese Noi non possiamo certo abbassare la testa e tacere, Noi non vogliamo renderci complici di un tale gioco, Noi non guarderemo le Olimpiadi” concludono Aimone Ferrario Bonanni e Francesco Ciccone.

venerdì 25 luglio 2008

martedì 8 luglio 2008

CON SU LA BOCCA ... I NOSTRI CANTI BELLI ...


Tre giorni tra le montagne d’Abruzzo in pieno luglio farebbero piacere a molti che sperano nell’altitudine e nel clima temperato per sfuggire le temperature di “fuoco” di questa ultime settimane. Ma lassù, a Rocca di Mezzo, la calura era molto elevata. Temperatura ai limiti dei 32 gradi. Nulla da invidiare con il mare e la pianura. Ma alla fine la canicola estiva si sopporta grazie ad un condizionatore o a un semplice ventilatore. Quel che non avevo previsto era la “fornace” di questo primo campo di Gioventù Italiana alimenta dal “fuoco sacro” della passione.
Sono passati molti anni da quando partecipai al mio ultimo “campo” di una organizzazione giovanile di partito. Era il 1989 se non ricordo male, a Siracusa. In quell’occasione ebbi la fortuna di conoscere un grande uomo: Paolo Borsellino. Erano gli anni del Fronte della Gioventù e del Movimento Sociale Italiano, anni relativamente tranquilli (anche se fu proprio in quell’anno che subii l’ennesimo attentato, stavolta era una bomba sulla porta di casa) e di ricerca del dialogo. Ad ogni costo, con l’allora sinistra comunista. Erano gli anni in cui il movimento giovanile aveva un fortissimo peso all’interno del partito, oltre ad una grande autonomia. Erano gli anni in cui fu proprio gran parte di quel Fdg che condizionò il congresso di Rimini e portò Pino Rauti alla segreteria del Msi. Fu un bene? Fu un male? Dopo tanti anni e da ex rautiano la risposta non me la sono data ancora e forse non me la darò mai. Ma quel che però mi resta impresso dentro è la forza, lo spirito di sacrificio, la volontà, la voglia, la determinazione, il crederci davvero di quello che fu il Fronte della Gioventù. Una forza che non ha eguali in altri movimenti giovanili di partito. Molti di quei protagonisti di quella stagione oggi siedono in parlamento, in Campidoglio o nei ministeri. E ne sono contento, anche se le nostre strade si sono separate anni fa. L’unico vero rammarico che ho nei loro confronti è che si sono piegati alla logica del potere e che non sono rimasti quello che erano. Quello che eravamo. Un monolite, un pugno, un fascio che si muoveva, pur nelle sue contraddizioni, pur nelle sue differenze, pur nelle sue battaglie a volte utopistiche, insieme. Tante volte abbiamo rischiato la galera solo per affermare i nostri principi, i nostri ideali, i nostri valori di libertà.
Eravamo forti, spregiudicati, forse anche arroganti nel nostro fare ed agire, ghettizzati, perseguitati, ma eravamo veri, genuini, veraci. Eravamo noi stessi, pochi. Felicemente pochi. Poi a cavallo degli anni ’90 qualcosa si ruppe in quel perfetto meccanismo. L’ingranaggio cominciò a logorarsi. E con esso gli uomini. E venne il tempo delle scelte. E venne il tempo in cui molti dimenticarono i nostri canti.
Per tre giorni, invece, ho riascoltato la destra, i giovani di destra cantare. Ad alta voce, con tutta il fiato possibile. Ho sentito urlare. Un urlo liberatorio quasi che veniva da 15 anni, forse 18, di “repressione” interna.
E’ stata una vera esplosione di forza, di gioia, di passione, di animo, di credo, di sentimento…Oggi, a 42 anni mi sono ritrovato con dei giovani che mi hanno fatto ricordare tante cose, mi hanno fatto anche versare qualche lacrima, e non me ne vergogno affatto, perché erano lacrime di gioia e di speranza. Ma hanno fatto essere giovane tra i giovani e, soprattutto, non mi hanno fatto sentire un reduce, un veterano che vive solo di ricordi. Perché ero la con loro, perché ero uno di loro. Un fratello maggiore insieme ad latri fratelli maggiori e ad un padre. Rivedere il Teodoro Buontempo degli anni in cui era uno dei miei dirigenti, una guida, anzi la guida, rivederlo a 63 anni in testa ad una fila lunghissima di giovani che si arrampicava sulla montagna senza batter ciglio (cosa che in molti abbiamo fatto ad onor del vero), beh, credetemi è stato bello.
Ma è stato bello non tanto sentirli parlare durante i dibattiti o le riunioni delle commissioni. E’ stato bello sentirli cantare di nuovo. Liberi, senza nessuno che li redarguiva. Senza nessuno che gli negava l’esistenza. Senza che nessuno li impediva di essere quello che erano. Quello che siamo e saremo sempre. Perché quel che si è non si porta solo nel cuore, quel che si è lo si mostra al mondo senza vergogna.
Hanno cantato, come facevamo noi, come facevano i nostri padri, come facevano i nostri nonni. E lo hanno fatto per tre giorni. Tre giorni... con sulla bocca i nostri canti belli. 

Stefano Schiavi

MEGLIO UNA DESTRA CHE CANTA ... CHE UNA DESTRA CHE CONTA!

In molti avrebbero pensato che finita la campagna elettorale il nostro partito si sarebbe sciolto come neve al sole, in molti lo avrebbero pensato, in tanti lo speravano.
Oggi noi abbiamo dimostrato che così non è e tanto meno lo sarà. Nella tre giorni di Gioventù Italiana, una legione di giovani si è riversata con entusiasmo e volontà per ribadire a tutta l'Italia che in questo paese vi è ancora una Destra sociale che non teme ne nemici ne futuro.
In faccia al mondo abbiamo costruito un movimento giovanile degno di appartenere a questo partito, giovani capaci di offrire nuove idee e di essere scuola di pensiero, senza rinnegare, senza restaurare, ma conservando in cuore e in viso quel carattere proprio della militanza di lotta e di passione.
Sono stati tre giorni entusiasmanti, vissuti al fianco dei vertici de la Destra. Francesco Storace e Teodoro Buontempo si sono calati nelle vesti di padri politici della nostra comunità, ritornando a respirare quell'aria carica della voglia e della determinazione di esserci ancora, senza velleità o aspirazioni di alcun genere, un'aria nuova, un vento che soffia a destra senza nessun compromesso, senza il timore delle spire del futuro.
Abbiamo finalmente costruito una nuova comunità, una nuova elite di ragazzi che vogliono offrire alla loro gioventù la possibilità di fare parte di un movimento che come obbiettivo non si prefigge meri scopi elettorali, ma la volontà di cambiare il mondo.
Noi scagliamo la pietra aldilà del cielo, di essa il nostro Dio ne farà una stella, è la stella del nostro movimento, che oggi brilla più che mai nella determinazione di iniziare un cammino che ci porti lontano.
Con il Cuore ringrazio tutti quelli che hanno permesso questa tre giorni, partendo dalla comunità abruzzese che ha ospitato questo evento.
Ora ci spettano le nuove sfide del futuro. Con il Coordinatore Alberto Arrighi vogliamo concretizzare la nostra azione politica, partendo proprio dal prossimo appuntamento di Orvieto, dove il nostro movimento non ha alcuna intenzione di essere ospite o pubblico.
Ad Orvieto il partito avrà l'occasione di vedersi prima del primo congresso, discutendo della politica di governo e della nostra collocazione rispetto ad esso.
In quella sede vorremo dare il nostro contributo riconfermando la nostra ampia fiducia a chi ha fondato questo partito e a chi ne ha fatto una realtà concreta . 
Francesco Storace e Tedoro Buontempo hanno l'onere e l'onore di essere la nostra voce, una voce che non si piega dinnanzi a nessuno e che non ha nessuna intenzione di mettere il saldo il nostro simbolo.
 

Finalmente l'Italia ha nuovamente la sua Destra giovanile, il suo nome è Gioventù Italiana.

 
 Avanti Legione



Luca Lorenzi

martedì 1 luglio 2008


Si terrà, nei giorni 4, 5 e 6 Luglio, presso la struttura “Alba Sporting Hotel” di Rocca di 
Mezzo (AQ), la 1a Assemblea Nazionale di “Gioventù Italiana”. Parteciperanno all’evento non solo i vertici, ad ogni livello, del movimento giovanile ma anche i Dirigenti del Partito e le sue massime espressioni, tra cui Francesco Storace, Teodoro Buontempo, ed Alberto Arrighi.I lavori prenderanno il via nel primo pomeriggio di Venerdì 4, con l’apertura ufficiale dell’Assemblea ed i saluti di rito dei “padroni di casa”, cui seguirà un Dibattito aperto agli interventi dei presenti. Più tardi sarà il momento della Conferenza “I giovani e la Politica nazionale ed internazionale”. Il dopo cena sarà caratterizzato da momenti aggregativi per agevolare la conoscenza tra le varie delegazioni partecipanti. Nella mattinata di Sabato 5, dopo quella che si prevede come una faticosa ma rigenerante passeggiata nel bosco da Rovere alla Fonte Anatella, si riuniranno le Commissioni tematiche: Scuola, Università e Politiche Sociali, i cui lavori proseguiranno anche nel pomeriggio . Per le ore 18 prevista la Conferenza “I giovani e la Politica Ambientale ed Energetica”. Alle 21 circa, nel centro storico di Rovere, Concerto di Musica Alternativa con gli “Imperium” , gli “ Ab Aeternum” e la graditissima presenza dell’Associazione Culturale Raido di Roma. Domenica 6 chiusura dei lavori dell’Assemblea, con una Relazione sui Documenti delle singole Commissioni ed i saluti dell’organizzazione prima di pranzo.

Un tre giorni che sarà anche un momento comunitario oltre che di lavoro e di riflessione politica, quale sarà la linea che i giovani del nostro partito vorranno assumere e quali saranno le battaglie politiche che verranno lanciate lo sapremo solo dopo questa tre giorni.

Di sicuro avremo un movimento ancora più forte ed organizzato , un movimento che negli ultimi mesi si è radicato in moltissime città italiane sintomo che nel giro di poco potrà diventare un fenomeno giovanile dilagante e che potrà far avvicinare migliaia di giovani italiani